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- Scesciola - (galleria foto) |
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Il termine Scesciola è sicuramente di origine araba poiché lo ritroviamo in zone precedentemente occupate dagli arabi: Ruvo, Bitonto e Giovinazzo in Puglia, in tutta la Calabria e in Sicilia. Scesciola o Scescia significa "labirinto" che spiega l'intersecarsi di stradine e vicoli. Il borgo antico Scesciola deve essere distinto dal complesso del centro storico di Minervino Murge. Infatti, se per centro storico si intende l'insediamento composto da strade, piazze, edifici di epoca passata che assume valore di documento di civiltà, il borgo Scesciola, per la tipologia edilizia proposta e per la morfologia urbana complessiva, ne costituisce solo una parte, la più antica. Se la struttura urbanistico - architettonica della città risulta particolarmente caratteristica per le case addossate le une alle altre, a schiera, seguendo le linee di declivio delle colline, nel borgo antico si assiste ad una aggregazione meno schematica e più articolata. L'insediamento ha subito nell'arco dei secoli uno sviluppo di tipo spontaneo, dando luogo ad una serie di successive stratificazioni che necessariamente hanno dovuto adattarsi alle caratteristiche orografiche del sito. L'impianto medievale dell'abitato si intuisce immediatamente per la presenza di una viabilità stretta e contorta, nell'ambito della quale si aprono caratteristiche rampe di scale pubbliche che, collegando livelli diversi di strade, costituiscono squarci suggestivi nell'ambito del continuum edilizio verso la Murgia. La tipologia di base è costituita da una cellula (stanza) di forma rettangolare con accesso diretto dalla strada e con la parete opposta controterra. Lateralmente tale cellula si presentava fiancheggiata sia da altre cellule di uguale caratteristica o da scalinate che permettono di superare i dislivelli. Lo sviluppo dell'unità di base ha comportato, generalmente, un'espansione verso l'alto con la sovrapposizione di una seconda cellula. L'ingresso poteva, quindi, essere aperto sia sulla strada a valle, sia sulla strada a monte, talvolta anche lateralmente, sulla rampa di scala. Sia in questo caso, che nel caso di accesso alla stanza superiore dalla strada a valle, l'ingresso era consentito attraverso una piccola scalinata esterna privata con in sommità un pianerottolo: il vignale. La struttura dell'edilizia storica, tanto delle emergenze architettoniche quanto dell'edilizia più povera, si identifica con i caratteri della tradizione costruttiva locale. E' sempre presente una muratura portante costituita da conci di pietra nella parte inferiore che identifica il piano terra, a contatto con il terreno. La parte superiore della muratura era invece costituita da conci squadrati di tufo, pietra più tenera e più facilmente lavorabile. Infatti, le rare decorazioni e modanature sono tutte concentrate nelle zone superiori degli edifici, se non anche a coronamento degli stessi. Alla parte inferiore della muratura, in pietra come si è detto, era demandato un compito inerente maggiormente alla statica ed alla resistenza all'infiltrazione di umidità dal terreno. Una semplice cornice marcapiano segnava il passaggio dal piano terra a quello superiore e quindi da un tipo di magistero murario lapideo ad un altro. Da rilevare è la presenza di un edificio, in via Vescovado, con muratura in tufo lavorata a bugnato e tre finestre bifore ad arco acuto, di probabile fattura medievale, che mostra su uno spigolo esterno un bassorilievo in pietra recante un'iscrizione (Peregrinus bobus), forse segnale viario per la transumanza. Nel quartiere si possono ammirare "angoli" nei quali viuzze, scalette, balconcini, facciate di case collegate da caratteristici archi creano ambienti particolarmente suggestivi. |
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