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- Faro - (galleria foto)

Il Faro votivo di Minervino Murge è un monumento notevole per la sua singolarità: l'intera struttura presenta infatti, sia nella sua stessa forma (in cui si possono agevolmente riconoscere quattro scuri littorie legate insieme in fascio), sia nell'intero apparato decorativo, elementi di esaltazione del Fascismo e dei suoi caduti, che la cancellazione delle iscrizioni commemorative non riescono a celare.

L'idea nacque durante una commemorazione per il caduto Riccardo Barbera, a Molfetta, ad opera dell'Avv. Altomare. Lo stesso Mussolini offrì £ 10.000 per la costruzione, affidata all'architetto fascista Forcignano. La costruzione iniziata con la posa della prima pietra il 28 ottobre 1923, fu compiuta in nove anni, ed inaugurata il 29 giugno 1932, alla presenza del Segretario del Partito Fascista, Starace, che rappresentava lo stesso Mussolini.

Il Faro sorge su una spianata posta nella parte alta della città a 500 metri sul livello del mare: la costruzione, che misura alla base un fronte di 14 metri, si eleva di 32 metri; reca al vertice una lanterna di 2.000.000 di candele elettriche, donata dal Ministero della Marina Mercantile, visibile per un raggio di oltre 80 Km. e quindi, dalle province di Bari, Foggia, Potenza, Matera, Avellino, Campobasso e Benevento. Il monumento è costruito tutto in pietra dura di Minervino M., e si compone di 3 parti. Il basamento, a forma di dado, poggia su quattro piloni rampanti legati tra loro da archi. Nella parte anteriore è innestato un tempietto con frontone triangolare, da cui si accede al vestibolo ottagonale, con soffitto a volta. Sotto il pavimento del vestibolo vi è la cripta.

Il Faro presentava alcune iscrizioni commemorative, che furono successivamente cancellate in alcune loro parti, oppure completamente abrase. Oltre all'iscrizione nel frontone, che presenta il volto della dea Minerva ("Ai martiri [fascisti] di Puglia [A. X E.F.]"), ci sono sulle pareti laterali esterne le seguenti iscrizioni:

a destra "Più che il Faro nelle tenebre più che il sole a meriggio splenderà nei secoli conforto ai fedeli rampogna ai traditori la luce del martirio [fascista]";

a sinistra (completamente scalpellata): "Giurati al Duce salvarono con la rivoluzione la patria ebbero in premio la vittoria e l'immortalità".

All'esterno i due piloni rampanti in facciata presentano in alto due prue in bronzo, con rostri di navi romane, sormontate da Vittorie Alate. Ai quattro angoli del soffitto poggiano quattro bracieri in bronzo, e altri due, più alti, ai lati del portale d'ingresso. La parete di fondo del vestibolo conserva una serie di rientranze di forma ellittica: in esse erano poste i ritratti dei caduti di allora. Fra i trenta nomi pugliesi, cinque erano di Minervino:

- Riccardo Barbera - Agricoltore

- Ferruccio Barletta - Studente

- Nicola di Stasi - Agricoltore

- Domenico Lorusso - Cavamonte

- Vincenzo Nobile - Guardia Municipale

La seconda parte del monumento, a forma di tronco di piramide, presenta quattro finestre, che illuminano la scala interna. Infine, viene la grande colonna costituita da un grande fascio, che sorregge il casotto della lanterna, circoscritto da una loggetta. All'interno vi è una scala in pietra che giunge sino alla base della colonna terminale; di qui si alza una scala a chiocciola in ferro che raggiunge la loggetta. Da questo lo sguardo può spaziare per chilometri, sino a raggiungere in lontananza: ad Ovest la catena degli Appennini, il Monte Vulture; e a Nord, in condizioni di particolare visibilità, il massiccio del Gargano. E' inoltre possibile godere, a più breve distanza, della veduta dell'intera Minervino M., che si stende ai piedi del monumento, verso Nord.

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