Sorta sulle antiche mura, l’antica chiesa di sant’Andrea fu posta a ridosso della cinta muraria. Fu costruita in epoca imprecisata ed era sotto il patronato della famiglia Totano.
Era di dimensioni estremamente ridotte, grandezza pari a quella di una casa. Tra il 1847 e 111855 fu completamente riedificata ad opera della Confraternita della Madonna del Carmelo o di 5. Andrea; diversi documenti attestano che precedentemente la struttura fosse in pessimo stato.
Purtroppo sono inesistenti notizie relative alla conoscenza dell’autore dell’opera. Tuttavia nel Comune di Minervino sono presenti altre due chiese, risalenti allo stesso periodo di costruzione(1850-80 circa), che per differenti aspetti sia strutturali che ornamentali, potrebbero essere ricondotte allo stesso autore. Si tratta delle chiese di san Michele(1 865) e della Madonna lncoronata(1 875).
Infatti queste due chiese sono entrambe dotate dì una cupo/a con pennacchi, con struttura di copertura esterna estremamente uguale alle cupole del Carmine anche sedi dimensioni decisamente maggiori. Anche le decorazioni interne, con il ripetersi di motivi floreali, risultano evidentemente molto simili a quelle che caratterizzano le ricche volte della piccola chiesa.
La chiesa è a navata unica.E’ costituita da due campate; la seconda contenente l’altare è absidata. Le due campate sono coperte da due cupole su pennacchi. La struttura, a pilastri cruciformi, è costituita da arcate che sostengono i pennacchi, e quindi coronata dalle due cupole, che ricoprono l’intera chiesa.
La facciata mostra rigore e semplicità con le sue sobrie ed essenziali decorazioni. Dal basamento si innalzano quattro lesene che conferiscono parziale verticalità alla visione di prospetto. I capitelli sono sormontati da modanature che percorrono l’intera facciata, e assumono un andamento leggermente curvilineo in corrispondenza dell’ ampio finestrone, anch’esso definito da cornici.
Il singolo portale è sormontato da un timpano triangolare, Il campanile posto sulla sommità sinistra della copertura, presenta un tetto a cuspide.
Il prospetti laterali sono identici, di estrema semplicità; allo stesso modo il prospetto posteriore è totalmente privo di qualsiasi tipo di ornamento. L’unico elemento visibile dall’esterno sui muri laterali, sono le due finestre che illuminano le navate.
La luce converge nell’abside: si aprono finestre sotto ogni arco da ogni lato della navata tranne che nell’abside.
L’elemento di copertura è costituito da coppi, anche le due corone circolari che sovrastano le due cupole.
Ciò che attira immediatamente l’attenzione nell’interno della chiesa sono le volte, o meglio, le due cupole sostenute da pennacchi, nonché i pilastri cruciformi. Le cupole sono entrambe ornate da stucchi e decorazioni floreali, così come i pennacchi, nonché definite da cornici anch’esse ricche di motivi floreali. Anche le arcate che sostengono le cupole, e coronano le finestre (foto 4), sono in tal modo decorate. Le tonalità di colore variano dal rosa, al giallo, all’ azzurro.
Mentre gli ornamenti delle arcate e dei pennacchi tendono a ripetersi, il disegno che orna ciascuna delle due cupole presenta particolari differenti rispetto alle decorazioni dell’altra.
Una trabeazione definisce la sommità dei pilastri cruciformi e ruota tutt’intorno alla navata unica conferendo un senso di orizzontalità e marcando la presenza dei pilastri quali elementi portanti dell’intero sistema.
Nell’abside semicircolare un’edicola con due colonne e due paraste corinzie contiene la statua della Madonna del Carmine (1855), attorniata da due semicolonne e due paraste corinzie. Ai lati le statue di 5. Giovanni della Croce (1935) e santa Teresa D’Avila (1935). Sui muri laterali due tele datate 1885: Elia e la visione della nuvola miracolosa; la vergine e il bambino consegnano lo scapolare a 5. Simone Stock, Ai lati rispetto al portale d’ingresso, due altari: sant’Andrea Apostolo; san Ciro.